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L’incontro con Amelia
Una storia di psicoterapia evolutiva tutta online
La Psicoterapia online con bambini e adolescenti

Come funziona la Psicoterapia online con bambini e adolescenti?

In questo articolo ti racconterò come è possibile fare un percorso di psicoterapia online con bambini e adolescenti descrivendo alcune delle attività che ho fatto con Amelia, ragazzina di 11 anni, del Molise.

Il mio modo di lavorare è stato lo stesso della terapia in presenza: il primo incontro con Amelia e i genitori, le sedute da sola con lei utilizzando i miei abituali strumenti proiettivi e gli incontri cadenzati con la mamma e il papà.

Ovviamente in prima seduta ho dovuto descrivere ai genitori tutti i materiali che ci sarebbero stati utili e richiedere qualche accorgimento affinché l’incontro fosse fruibile per me ed Amelia. Per approfondire questo aspetto ti invito a leggere l’ articolo del collega Giandomenico Bagatin.

Il primo incontro con Amelia e le sue difficoltà

Faccio la prima seduta online con Amelia e i genitori che hanno richiesto il mio aiuto perché negli ultimi tempi Amelia appare svogliata a scuola, nello sport e si mostra più aggressiva del solito. Nello specifico mi raccontano una difficoltà nella relazione con la mamma con cui le litigate sono diventate molto frequenti e dai toni forti. Amelia appare molto dispiaciuta per quello che le sta accadendo ed è da subito disponibile a relazionarsi e lavorare con me.

Ti racconto quello che è emerso in alcune sedute successive utilizzando le abituali tecniche proiettive delle sedute in presenza.

Lo Stemma

Questa è una delle prime attività che utilizzo per far sì che il bambino/adolescente si racconti a me.

Psicoterapia online adolescenti: Lo Stemma di Amelia

Lo Stemma di Amelia

Descrivendo il suo stemma Amelia mi racconta il suo punto di forza che da sempre sente: la sua socialità, nello specifico la facilità con cui instaura le relazioni.

La cosa di cui è più orgogliosa è accaduta dopo il lockdown, quando è passata alla ginnastica agonistica.

Ciò che vorrebbe cambiare della sua vita è il posto dove abitano che è l’origine di molti degli scontri con la mamma. Lei sta a 15-20 minuti da dove abitano gli amici e quindi fa sempre tardi e per questo discute con la mamma che la mette in punizione: la sua difficoltà è venire via prima, rinunciare a del tempo con gli amici per arrivare puntuale. Non si sente capita dalla mamma e quindi fa comunque come vuole, ben conscia delle conseguenze (discussioni con la mamma e punizioni).

Il lavoro con l’argilla

Dopo aver lavorato con Amelia sulla sua famiglia, attraverso attività carta matita, chiedo a Amelia di creare la sua famiglia ideale con il das e di descrivermela: c’è un papà, “un tipo simpatico e divertente”, lei che è la sorella minore, una sorella maggiore e un fratello maggiore (il più grande di tutti). Poi c’è una mamma arrabbiata, dalle ciglia sempre aggrottate e dalla bocca dritta.

I primi personaggi della famiglia sono sorridenti e vicini tra loro, la mamma è molto più distante, infatti non si vede nell’immagine che ho potuto fotografare nella nostra seduta.

La Famiglia con il Das

La Famiglia con il Das

In questa famiglia la mamma è sempre arrabbiata con i figli più grandi, mai con lei che guardando cosa capita ai fratelli sa come comportarsi e sa cosa fare.

In questa famiglia non c’è una sorella minore come nella sua famiglia reale, mi dice che lei vuole avere quel ruolo.

Le Fantasie Guidate: Il Cespuglio Di Rose

Facciamo la fantasia guidata del cespuglio di rose, il disegno e poi, come al solito, chiedo ad Amelia di essere quel cespuglio di rose che ha disegnato.

Il Cespuglio di Rose

Il Cespuglio di Rose

“Sono un cespuglio di rose, ho tante foglie, molte roselline e lunghe radici….Cresco in un giardino privato e sono appoggiato su una casa, non sono libero di crescere nella direzione che voglio…Di me si cura un signore che ogni giorno viene ad annaffiarmi…”

Lavorando su ciò che appartiene alla sua vita mi dice: “Come del cespuglio si prende cura il signore, di me si prendono cura i miei genitori… è che qualche volta è un’esperienza bella, qualche altra meno..è fastidioso perché mi stanno troppo addosso” 

Si apre uno spazio di lavoro: da un lato i genitori le danno fastidio ma dall’altra si curano di lei. Proprio come per il cespuglio che cresce su un muro, un po’ limitato nella sua libertà, ma se non fosse in quel giardino con il signore che lo annaffia, probabilmente non riuscirebbe a sopravvivere.

Il Lavoro con gli Introietti: Il Demone

Il Demone

Il Demone Distratto e Pensieroso

“Sono il demone pensieroso di Amelia, sono nella sua vita da due anni… quello distratto da sempre…il demone pensieroso riempie la testa di Amelia di pensieri sui suoi impegni (scuola, musica, attività dopo la scuola) e da fastidio ad Amelia perché pensa a troppe cose e qualcuna la dimentico.

Il demone distratto mi fa dimenticare di fare delle cose ad esempio lascio i fili del cellulare in carica per terra quando il robottino che pulisce è in funzione e la mamma si arrabbia.

Da quando ci siamo entrambi causiamo guai ad Amelia: domenica siamo andati al mare e mi sono scordata il costume . La mamma e il papà mi hanno detto che devo svegliarmi e da lì abbiamo litigato.”

Concludendo

Tutte queste attività che ti ho messo a titolo di esempio mostrano come sia possibile lavorare online con la Gestalt Play Therapy.

Se hai voglia di approfondire come è nata la mia sperimentazione della psicoterapia online con bambini e adolescenti puoi leggere questo mio articolo sul sito Gestalt Play Therapy Italia

*Le storie che vi racconto traggono ispirazione dalla mia esperienza clinica. Nomi e riferimenti sono frutto di invenzione.

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